Loc. Pineta Is Arenas 09070 Narbolia (Oristano) Sardegna - Italy

Surroundings

ALLA SCOPERTA DELLA PROVINCIA DI ORISTANO

NEL CUORE DELLA SARDEGNA, CON IL GOLF IS ARENAS SORTO IN UN DESERTO.

La qualità della vita in Provincia di Oristano (167.000 abitanti in 88 Comuni, con sostanziale assenza di microcrimilatà) è al vertice del desiderio di chi è sottoposto ai ritmi sempre più incalzanti della società contemporanea e frenetici delle città e, con il golf Resort di Is Arenas, in una pineta sul mare, si realizza il sogno di molti golfisti. In sintesi una vera vacanza senza stress e… confusione!

Relax, grandi spazi, natura incontaminata, con paesaggi mozzafiato – di mare, collina e montagna – cultura e tradizioni millenarie con imponenti giacimenti archeologici ed eccellenti gastronomia, con variegati prodotti locali, sono gli ingredienti che rendono sempre più attraente una vacanza nella Provincia di Oristano. Il miglioramento, con parziale conversione in autostrada, della dorsale Cagliari – Sassari rende agevole il raggiungimento in auto della provincia e, inoltre, e imminente l’apertura dell’aeroporto Ernesto Campanelli di Fenosu, a pochi minuti da Is Arenas, in alternativa agli scali di Cagliari e Alghero a un ora di auto sulla superstrada 131 mai intasata.

Oristano, con la sua millenaria tradizione agricola, non ha “sgomitato” per il turismo e ha, quindi, salvaguardato saggiamente le sue risorse sia sulle coste che all’interno nella zona montana.

I nuovi orientamenti di significativi flussi turistici rifuggono da destinazioni che, sia pur “location” roboanti e affermate, non soddisfano il vero obiettivo e spirito di una vacanza: il relax con “l’ozio” latino intelligente cioè rivolto al perseguimento di fare quello che piace e non quello “che si deve fare”; proprio questo sentirsi liberi e di essere attirati da quello che al momento piace sono le prerogative di un soggiorno di vacanza nella provincia di Oristano che in ogni sua parte offre attrattive e sorprese.

Una delle più grandi icone di identità della Sardegna sono le statue giganti Mont’e di Prama, maestosa testimonianza di un forte e duraturo la civiltà, un’aristocrazia guerriera orgogliosa del suo status e determinato a perpetuare la sua grandezza. Le enormi statue, ancora ammirabili nella Cittadella dei Musei di Cagliari e nel museo di Cabras (OR), come dal sito di Mont’e Prama, risalente all’età del ferro (VIII sec. AC). L’area dal 1974 ha iniziato a tornare frammenti di enormi statue in pietra arenaria calcarea. Oltre 5.000 pezzi sono stati rimontati pazientemente. Il risultato di questo immenso lavoro è di 28 statue imponenti, alte quasi due metri, gli unici che il mondo nuragico restituito. Questa scoperta si è arricchito di altre due statue quasi intatto, completando una delle più grandi scoperte dell’Europa preistorica.

 

Su Nuraxi

Vicino alla Giara, nella parte centro-meridionale della Sardegna, appare il simbolo per eccellenza di un passato glorioso, un nuraghe impressionante in ottime condizioni, unico sito dell’isola per essere dichiarato un tangibile patrimonio mondiale dell’UNESCO. a Barumini, in Marmilla, l’aria che si respira è molto speciale: questo è stato il centro del potere di una ricchissima territorio che risale alla preistoria. A testimonianza di questo è Su Nuraxi, non solo il più impressionante (e la maggior parte ben conservato) dei trenta siti nelle vicinanze, ma soprattutto la più importante eredità lasciata dalla civiltà nuragica. L’area archeologica è stato portato alla luce nel 1950 da scavi condotti da Giovanni Lilliu. Il centro culturale, situato a breve distanza dal nuraghe, è stato chiamato dopo ‘il padre’ di archeologi sardi, dove eventi, mostre e concerti si svolgono in un ambiente senza pari.Su Nuraxi, a base di basalto, rivela duemila anni di stratificazione, dal secolo aC 16 ° al 7 ° secolo dC, ed è costituito da un complesso Nuraghe – un bastione con una torre centrale e da quattro torri angolari – e, tutto intorno, un labirinto di 50 capanne, pozzi e cisterne. La torre centrale (in origine 18 metri di altezza) è il più antico: il diametro delle sue pareti diminuisce man mano che si sale verso l’alto. E ‘stato poi circondato da mura con quattro torri più piccole. Il muro di cinta, tuttavia, risale ad un periodo di guerra. E ‘ancora visibile e ha reso il Nuraghe inattaccabile. Queste capanne circolari con tetti conici risalgono alla tarda età del bronzo (14 ° – 12 ° secolo aC) e questo tipo di dimora è un esempio unico in base alla sua complessità. Il più significativo è la capanna delle riunioni, dove sono stati trovati vasi, ornamenti, utensili, armi e immagini votive. Una concentrazione urbana emerso sulle rovine dell’antico villaggio alla fine della civiltà nuragica, in cui le tecniche e le decorazioni erano quelli di una società moderna, grazie anche ai contatti esterni. Punica e occupazione romana seguito. Il sito è stato abitato fino al 3 ° secolo dC e fu frequentato nel Medioevo.Barumini è stata arricchita nel 1990 con un altro complesso nuragico, Su Nuraxi `e Cresia, che è stato scoperto durante i lavori di restauro effettuato su Casa Zapata, residenza dei baroni Aragonite costruito a metà del XVI secolo in cima alla costruzione nuragica. Oggi, il palazzo nobiliare, il giardino e il cortile sono la patria di uno splendido complesso museale. Oristano si trova sulla costa centro-occidentale della Sardegna, in una pianura davanti al golfo omonimo. Il suo “centro storico risalente al 11 ° secolo, ed è segnalato dalla torre massiccia di San Cristoforo, detta anche Porta Manna (il grande cancello).La costa piatta intorno Oristano ha diverse zone umide di grande importanza ambientale, ricca di avifauna. Il più grande è la laguna di Cabras, che in estate si trasforma in sede di colonie di fenicotteri. Questa grande economia del paese si basa sulla produzione di dolci e biscotti, l’agricoltura pesca e pesce, l’agricoltura, ceramiche, artigianato in legno e ferro battuto e viticoltura. Uno dei suoi vini più famosi è la Vernaccia, un vino da dessert d’oro. Evento chiave di Oristano e l’attrazione è il suo Carnevale: Domenica e Martedì Grasso centro della città diventa il palcoscenico di un grande spettacolo in costume e la visualizzazione di equitazione: la Sartiglia, una festa con sfilate e spettacolari competizioni di cavalli ricca di storia e tradizioni. Pur tenendo nella suggestiva atmosfera senza tempo della città, entrare l’Antiquarium nell’antico Palazzo Parpaglia e navigare attraverso le sue interessanti reperti archeologici dalle rovine della città fenicio-punica di Tharros vicine. In linea con la sua storia, Oristano ha un sacco di chiese affascinanti: dalla imponente Cattedrale di Santa Maria Assunta, nel cuore storico della città, di un raro esempio di architettura gotica in Sardegna, la piccola chiesa di Santa Chiara, nascosto tra la città vicoli.

 

La gastronomia in Provincia di Oristano

Oristano vanta antiche tradizioni gastronomiche formate da un immenso patrimonio le cui radici si perdono nei secoli passati. In seguito agli scambi culturali con i vari popoli che nel corso della storia hanno avuto rapporti con la gente locale, si sono apportate alcune modifiche pur essendo state preservate la ricchezza della propria cultura e civiltà.

La cucina oristanese, pertanto, annovera tutte le qualità gradite dal buongustaio, desideroso di immergersi in sapori sempre nuovi e gradevoli.

Fra le specialità della tradizione gastronomica oristanese troviamo la bottarga (uova di muggine, salate, pressate ed essiccate), che può essere servita in tavola come raffinato antipasto o essere utilizzata come condimento per la pasta.

Degna dei buongustai è l’ottima mrecca, un altro piatto a base di muggine, lessato e avvolto nella zibba (erba palustre della zona).

Per la pasta abbiamo i malloreddus (gnocchetti di pasta di semola) spesso conditi con un sugo alla campidanese. Carne e verdure, oppure anguilla, possono essere il ripieno della tipica torta salata la panada.

Nel Montiferru si produce un ottimo olio, vari tipi di miele, tra cui l’esclusivo miele di rosmarino selvatico, e il tipico casizolu, formaggio realizzato solo con latte di mucche allevate allo stato brado.

Caratteristici sono anche i dolci, come i gueffus, i mustazzolus, le zippulas, i gattò, e gli amaretti.

La Vernaccia, un tipo di vino speciale, ad altissima gradazione alcolica naturale (da 15 fino a 18 gradi), considerato da dessert viene di solito accostata alla degustazione dei dolci, ma gradito anche come delicato aperitivo.

La provincia di Oristano offre tanti spunti turistici soddisfano sia gli amanti del mare che quelli che amano il contatto con una natura selvaggia e poco urbanizzata.

  • Le coste: La Provincia d’Oristano ha oltre 90 chilometri di coste, con molti tratti selvaggi e incontaminati. Scendendo da Nord, si attraversano bellissime baie solitarie, alcune delle quali raggiungibili solo a piedi.
    L’itinerario è invitante anche per il Bird-watching. La zona è, infatti, ricca di avifauna: cormorani, marangoni, berte, falchi pellegrini, gabbiani corsi e, talvolta, gli avvoltoi grifoni.
    Caratteristica del litorale d’Oristano sono le numerose torri di avvistamento disseminate in diverse località: Santa Caterina di Pittinuri, Capo Nieddu, Foghe, Ischia Ruggia, Columbargia, Torre Grande, San Giovanni.
    Interessanti sono anche le foci dei fiumi: quella del Tirso a Oristano, e più a Nord, il canyon creato dalla foce del Rio Mannu a Cuglieri, ospitano ambienti umidi ricchi di flora e fauna.
    Passata la città catalana di Alghero, il tratto di costa è incontaminato fino alla città fluviale di Bosa dove di nuovo si trova un tratto sabbioso in corrispondenza di Bosa Marina.
    Si arriva quindi alla penisola del Sinis, rocciosa, ma con spiagge sconfinate come quella di Is Arenas. Da non perdere la splendida spiaggia di quarzo di Is Aruttas, la cui consistenza ricorda quella dei chicchi di riso.
    Bianchissime e pulite anche le spiagge del Golfo d’Oristano, dal lido di Torre Grande a quello della Marina di Arborea.
  • Gli Stagni: Gli stagni Le coste del Sinis e del Golfo d’Oristano sono caratterizzate da numerosi stagni salmastri. Nell’insieme, si tratta della seconda area umida italiana dopo il delta padano, riconosciuta dalla Convenzione di Ramsar come area di interesse naturalistico internazionale e importante luogo di nidificazione per diverse specie di uccelli migratori.
    L’Oristanese ospita lagune di diverso tipo: vi sono stagni temporanei, come quello di Sale Porcus, nel Nord della penisola del Sinis (che in estate possono asciugarsi completamente, lasciando una crosta di sale), ma anche lagune perenni, come quella di Cabras, la più vasta della zona con un’estensione di 2.000 ettari. Da segnalare anche gli stagni di Santa Giusta, di S’Ena Arrubia, di Mistras, di Sa Saja Manna e di Is Benas.
    Nei mesi freddi, migliaia di uccelli svernano negli stagni. Tra le specie volatili la più famosa è il fenicottero rosa, che staziona in Sardegna nei suoi viaggi tra la Camargue e l’Africa. Vanno segnalati anche l’airone e il pollo sultano.
    Lo stagno di Sale Porcus ospita un’oasi faunistica gestita dalla Lipu, la Lega per la protezione degli uccelli. In futuro, è prevista la nascita di altre aree di protezione naturalistica nella laguna di S’Ena Arrubia e nel delta del Tirso.
  • Il Montiferru: Antico massiccio vulcanico, con vette che arrivano a 1050 metri, il Montiferru si estende nel settore nordoccidentale della Provincia d’Oristano e ospita ampi e fitti boschi secolari di lecci e di sughere, castagneti, esemplari di roverelle, alberi quali il tasso.
    Nelle sommità più elevate, sopra i mille metri come Monte Urtigu e Monte Entu, il vento disegna un paesaggio di steppa erbosa. Tra i boschi del Montiferru abitano gli ultimi ricci, mentre abbondano cinghiali, volpi, donnole, lepri e conigli selvatici.
    Da qualche anno sono stati reintrodotti anche il muflone e il cervo sardo, grazie alle zone recintate di ripopolamento allestite dall’Ente Foreste della Sardegna, che insieme alla Lipu ha attrezzato anche una voliera, dove si riproduce l’avvoltoio grifone.
    Il Montiferru offre anche numerosi sentieri che consentono di addentrarsi fra le sue pendici. Altra bellezza di questa montagna sono le sue numerose fonti e sorgenti.
    Il Montiferru presenta straordinarie bellezze naturali, che spaziano da ambienti montani e collinari fino a quelli pianeggianti e costieri. Un paesaggio estremamente maculato si offre al visitatore raccontando le vicende antichissime di gente saggia che rispetta la natura.
    Uno dei metodi migliori per visitare questa splendida regione del Montiferru è quella di percorrerla a piedi oppure a cavallo, seguendo le antiche mulattiere che si snodano lungo la montagna. Le stagioni ideali sono la primavera e l’autunno, quando la natura offre straordinari paesaggi.
    Il massiccio vulcanico si rende singolare per la presenza di complessi elementi litologici, morfologici e ambientali. E’ possibile scoprirvi un passato che ha custodito le testimonianze di una cultura paleo-sarda integratasi poi con le civiltà provenienti dal mare. Domus de janas, nuraghi e tombe dei giganti sono percorsi del tempo, che si snodano dal periodo prenuragico al nuragico; da tutte traspare il carattere determinato delle popolazioni indigene nell’esprimere la loro originale cultura.